Territorio - Le caratteristiche | Delle Venezie

LA MACROAREA DELLE VENEZIE

La denominazione di origine controllata “delle Venezie” interessa tutta l’area nord-orientale dell’Italia, includendo i territori amministrativi delle regioni Friuli-Venezia Giulia e Veneto e della provincia autonoma di Trento.

Il territorio presenta storicamente un unicum microclimatico che ha permesso la produzione di vini con caratteristiche specifiche e una particolare specializzazione nella produzione del Pinot grigio potendo in tal senso creare un’unica macroarea nota come “tre Venezie”, “Triveneto” o “delle Venezie”, in base a un criterio di prossimità e affinità pedo-climatica. Il territorio delle Venezie raggruppa sistemi di terre viticole caratterizzate da elementi comuni, primi tra tutti la storia e la geologia del materiale da cui hanno preso origine i caratteri chimici e fisici del suolo.

LE ALPI, IL MARE, IL LAGO DI GARDA

L’ampia pianura compresa tra il mare Adriatico e il fiume Po è il risultato dell’incessante lavoro di alluvioni e corsi d’acqua. Questo territorio comprende vasti conoidi e superfici terrazzate, nonché la parte tutt’ora attiva (alvei) degli stessi corsi d’acqua e le superfici dei fondovalle dei principali fiumi alpini (Adige, Brenta, Piave, Tagliamento e Isonzo).

Si tratta di un areale sviluppatosi nei secoli per la deposizione sia di materiale calcareo e grossolano che di ghiaia e sabbie, caratterizzato da un drenaggio generalmente buono.

Dalle Dolomiti al Carso, dal Lago di Garda fino alla laguna di Venezia e all’Adriatico: un vasto territorio dove la vite incontra ambiente e clima ideali in grado di favorire la miglior espressione di eccellenza e tipicità del Pinot grigio.

 

IL CLIMA

Il clima è caratterizzato da temperature medie annue che variano da 0-12°C a 13-14°C. I mesi più freddi, dicembre e gennaio, con temperature che variano da 1°C a -5°C, si alternano a quelli più caldi, luglio e agosto, con una temperatura media tra i 20°C e i 25°C. Nelle aree montane e nei fondovalle gli intervalli di temperatura si abbassano di 1°C o 2°C mentre le piovosità tendono ad aumentare in maniera crescente da ovest verso est rispetto alla media annua (700-1300 millimetri). Durante i mesi più piovosi, maggio, ottobre e novembre, nelle aree prealpine e dell’alta friulana si raggiungono i 150 millimetri di pioggia. Grazie all’apporto pluviometrico e alla complessiva buona capacità d’acqua disponibile, generalmente i suoli non presentano problemi di deficit idrico.

Il clima fresco e ventilato, effetto della catena alpina, permette di concentrare e mantenere nelle uve un elevato contenuto di acidità che caratterizza i vini. La sufficiente disponibilità idrica garantisce un apporto limitato ma costante di acqua e permette una maturazione regolare dei grappoli. Le marcate escursioni termiche notte-giorno durante la maturazione dei grappoli, invece, esaltano e mantengono il corredo aromatico dell’uva: tali profumi, uniti al quadro acidico, permettono di ottenere vini spumanti freschi e aromatici.