VINO ITALIANO E MERCATI GLOBALI: A VINITALY 2026 LA DOC DELLE VENEZIE PROMUOVE IL CONFRONTO TRA ISTITUZIONI E CONSORZI SULLE STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE

Il Consorzio DOC Delle Venezie e il Consorzio DOC Prosecco al centro del dibattito sul futuro del vino italiano nello scenario globale
Si è svolta lo scorso 13 aprile presso lo Spazio MASAF (Palaexpo) la tavola rotonda “Vino italiano nel nuovo scenario globale: mercati, accordi e strategie di internazionalizzazione”, promossa dal Consorzio DOC Delle Venezie e dal Consorzio DOC Prosecco nell’ambito di Vinitaly 2026.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto di alto livello tra istituzioni, Consorzi e organismi di supporto all’internazionalizzazione, con l’obiettivo di analizzare le trasformazioni in atto nei mercati globali e individuare strategie condivise per rafforzare la competitività del vino italiano in uno scenario caratterizzato da crescente complessità, tensioni geopolitiche e ridefinizione degli equilibri commerciali.
A guidare il confronto Stevie Kim, Managing Partner Vinitaly e Founder di Italian Wine Podcast, che ha sottolineato come il mercato statunitense resti centrale ma non più scontato, evidenziando che oggi il vino italiano deve guadagnarsi spazio negli Stati Uniti attraverso una strategia più chiara, più mirata e molto più coordinata. Ha inoltre rimarcato come sia stato particolarmente stimolante moderare il confronto con alcuni dei principali stakeholder della promozione del vino italiano per l’export americano.
In questo quadro si sono inseriti i saluti istituzionali di Luca Rigotti, Presidente del Consorzio DOC Delle Venezie, che ha richiamato il ruolo della Denominazione – primo bianco fermo italiano per esportazioni, trainate per oltre il 40% proprio dagli USA – come modello virtuoso di integrazione interregionale e come espressione di una filiera ampia, coordinata e orientata alla sostenibilità, capace di operare nell’interesse del sistema produttivo e del consumatore. Accanto a lui, Giancarlo Guidolin, Presidente del Consorzio DOC Prosecco, ha evidenziato la responsabilità condivisa tra grandi denominazioni nel costruire una visione di sistema fondata su identità territoriale, coerenza strategica e capacità di evolvere il posizionamento senza disperdere il valore costruito nel tempo.
A rafforzare questa prospettiva è intervenuto Matteo Zoppas, Presidente ICE Agenzia, che ha sottolineato il ruolo centrale dell’Agenzia nell’accompagnare le imprese nei percorsi di apertura ai mercati, ribadendo l’importanza di strumenti integrati e di una collaborazione strutturata tra istituzioni e filiera.
Il dibattito è quindi entrato nel vivo con gli interventi dei rappresentanti istituzionali. Marco Lupo, Capo Dipartimento della sovranità alimentare e dell’ippica MASAF, ha richiamato la necessità di trovare un equilibrio tra tutela del sistema produttivo e apertura ai mercati internazionali, rimarcando l’urgenza di misure concrete a supporto immediato delle imprese. In continuità, Giuseppe Blasi, Capo Dipartimento della politica agricola comune e dello sviluppo rurale MASAF, ha evidenziato come la PAC debba evolvere per rispondere con maggiore efficacia alla velocità dei mercati globali, rafforzando gli strumenti a sostegno della competitività del settore.
Il tema della qualità è stato approfondito da Felice Assenza, Capo Dipartimento ICQRF, che ha evidenziato come essa rappresenti un vantaggio competitivo fondamentale quando genera valore percepito e fiducia, ma possa trasformarsi in un vincolo se accompagnata da eccessiva complessità burocratica. Nel corso del suo intervento ha inoltre illustrato come all’aumentare del valore economico della qualità cresce inevitabilmente l’esposizione a fenomeni fraudolenti. In questo contesto, l’attività dell’ICQRF evidenzia la dimensione del fenomeno: nel periodo 2020–2025, nel solo comparto vitivinicolo DOP e IGP, sono stati effettuati oltre 52.000 controlli ispettivi, con sequestri per circa 44 milioni di euro e un tasso di irregolarità del 13,8% sui prodotti controllati. Dati che dimostrano come qualità e controllo siano inscindibili e debbano essere gestiti in modo equilibrato. In questo senso ha sottolineato la necessità di semplificare i processi mantenendo intatti gli elementi identitari e rafforzando al contempo i sistemi di tutela, orientando il settore verso modelli basati su valore, identità e innovazione.
A completare la panoramica sul tema della tavola rotonda, gli interventi di Brunella Saccone, Direttore Ufficio Agroalimentare ICE Agenzia, e di Vittorio De Pedys, Presidente SIMEST, hanno posto l’attenzione sulle opportunità e criticità dei mercati internazionali e sugli strumenti operativi e finanziari a supporto delle imprese nei percorsi di espansione all’estero.
In questo contesto si è inserita anche l’analisi di Marina Benedetti, Senior Economist SACE, che ha evidenziato come i diversi ambiti di rischio siano oggi sempre più sistemici e interconnessi, sottolineando la necessità per le imprese di adottare strumenti evoluti di gestione e di trasformare la protezione in una leva di crescita, in primis non vedendola più come un costo difensivo ma un abilitatore strategico, per espandersi, migliorare l’accesso al credito e rafforzare la competitività commerciale.
Nel suo secondo intervento, Luca Rigotti ha quindi ribadito il valore del modello organizzativo della DOC Delle Venezie: “Il successo in termini di volume non è un limite se è accompagnato da una gestione coordinata e da una visione condivisa: il tavolo interregionale del Pinot Grigio ne è un esempio concreto. La sfida è evitare la ‘commoditization’, puntando su identità, qualità certificata e capacità di fare sistema”.
A seguire, Giancarlo Guidolin ha sottolineato come il successo globale possa diventare un rischio se non accompagnato da una continua evoluzione del posizionamento, evidenziando la necessità di innovare mantenendo salda l’identità territoriale.
In chiusura, dal confronto è emersa in modo unanime una linea condivisa tra istituzioni e rappresentanti della filiera: il vino italiano è chiamato a superare logiche basate meramente sul volume e sulla competizione di prezzo, per rafforzare una strategia orientata al valore, alla pianificazione produttiva e al presidio dei mercati. Un fil rouge che attraversa tutti gli interventi e che indica con chiarezza la direzione per il futuro: fare sistema, investire in qualità e innovazione, diversificare i mercati e costruire un racconto più distintivo e riconoscibile del vino italiano nel mondo.

